
Russamento e Apnee Notturne: Quando la Causa è la Lingua che Cade all'Indietro
Russamento e Apnee Notturne: Quando la Causa è la Lingua che Cade all'Indietro
Articolo a cura di: Dr.ssa Alice Delbono – Logopedista e Osteopata
Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2026
Quando si parla di russamento e apnee notturne, il pensiero corre quasi subito al naso chiuso, al sovrappeso o alla gola. Esiste tuttavia un organo centrale – essenziale per la masticazione, la deglutizione e la fonazione – che viene raramente preso in considerazione dal paziente, ma che nella pratica clinica quotidiana rappresenta la chiave per comprendere il disturbo: la lingua.
Perché alcune persone russano e sviluppano apnee mentre altre no? E per quale motivo certi trattamenti sintomatici non bastano se non si agisce sul tono muscolare della bocca?
In questo articolo analizzeremo la meccanica del collasso retroglosso, sfateremo un falso mito comune sul sovrappeso e ti guideremo in un semplice test di autovalutazione allo specchio.
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Fisiologia del Collasso Retroglosso: Il Muscolo Genioglosso
La lingua non è una massa inerte, ma un organo muscolare dinamico e straordinariamente attivo. In condizioni fisiologiche ideali, la lingua mantiene una posizione di riposo completamente adagiata contro il palato duro.
Durante l'addormentamento, il tono muscolare di tutto il corpo subisce un fisiologico rilassamento. Se la muscolatura linguale – in particolare il muscolo genioglosso – è debole o poco tonica, accade quanto segue:
Scivolamento all'indietro della lingua: Specialmente in posizione supina (a pancia in su), la base della lingua cade verso la parete posteriore della faringe. In ambito clinico, questo fenomeno prende il nome di collasso retroglosso.
Restringimento e turbolenza (russamento): L'ostruzione riduce il calibro delle vie aeree superiori. L'aria, costretta a passare in uno spazio stretto, crea turbolenza e mette in vibrazione i tessuti molli, generando il suono del russamento.
Ostruzione totale (Apnea Notturna): Nei casi più severi, lo spazio respiratorio si chiude del tutto per diversi secondi, bloccando il passaggio dell'aria e innescando l'apnea.
Il Falso Mito: russamento e apnee riguardano solo le persone in sovrappeso?
Un'inesattezza comune è ritenere che il collasso della lingua e le apnee notturne siano una prerogativa esclusiva delle persone in forte sovrappeso.
Sebbene l'accumulo di tessuto adiposo a livello del collo possa aggravare la riduzione dello spazio respiratorio, la letteratura scientifica dimostra che il collasso retroglosso colpisce moltissime persone normopeso, giovani e sportive.
Quali sono le cause primarie dell'ipotono linguale?
Se il peso corporeo è nella norma, le cause dell'ipotonus linguale risiedono in alterazioni funzionali e posturali, tra cui:
Respirazione orale cronica: L'abitudine di respirare con la bocca anziché con il naso impedisce alla lingua di posizionarsi sul palato, privandola del fisiologico allenamento necessario per mantenere il giusto tono durante il sonno.
Deglutizione atipica o scorretta: Il persistere di uno schema deglutitorio infantile indebolisce direttamente la muscolatura linguale.
Postura anteposta del capo: L'avanzamento del collo e della testa altera i rapporti anatomici tra mandibola, osso ioide e vie aeree.
Invecchiamento muscolare: Come ogni altro muscolo, la lingua perde gradualmente il proprio tono con l'avanzare dell'età se non viene adeguatamente esercitata.
Test Pratico di Autovalutazione della Lingua (in 3 Passaggi)
Puoi eseguire un primo test osservazionale in autonomia posizionandoti davanti a uno specchio ben illuminato:
Il Test dello spazio posteriore: Apri la bocca senza sporgere la lingua. Osserva la parte posteriore del cavo orale: riesci a vedere chiaramente l'ugola e il palato molle, oppure la lingua occupa gran parte dello spazio visivo?
L'osservazione dei bordi linguali: Protrudi la lingua verso l'esterno. Nota se i bordi laterali presentano impronte dentali ben marcate (lingua improntata) o se la struttura appare eccessivamente grossa, piatta e slargata.
La posizione a riposo: Chiudi la bocca e riposa per qualche secondo. Dove si trova la punta della tua lingua? Sta toccando comodamente la papilla incisiva sul palato duro o si adagia in basso, spingendo contro i denti incisivi inferiori?
📌 Nota bene: La posizione fisiologica corretta prevede che la punta della lingua riposi a contatto con il palato duro, senza toccare i denti.
La Terapia Miofunzionale Orofacciale (TMO)
La lingua è costituita da una complessa struttura muscolare e, in quanto tale, risponde positivamente all'allenamento specifico e mirato.
La Terapia Miofunzionale Orofacciale (TMO) è un protocollo riabilitativo non invasivo eseguito da professionisti specializzati. A differenza delle opzioni sintomatiche o dei dispositivi meccanici che si limitano a mantenere pervie le vie aeree dall'esterno, la TMO agisce direttamente sulle cause funzionali:
Rafforza il muscolo genioglosso e la muscolatura della faringe per prevenirne il collasso notturno.
Ripristina la postura linguale corretta a riposo e la deglutizione fisiologica.
Favorisce la rieducazione alla respirazione nasale.
I dati della letteratura scientifica evidenziano una riduzione significativa dell'Indice di Apnea-Ipopnea (AHI) e dell'intensità del russamento nei pazienti che eseguono gli esercizi con costanza sotto guida professionale.
Risorse e Prossimi Passi
Se durante il test allo specchio hai notato che la tua lingua spinge contro i denti o occupa tutto lo spazio orofaringeo, e se soffri di russamento o stanchezza al risveglio, puoi iniziare a raccogliere informazioni utili con il nostro check gratuito:
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🛑 Avvertenza Deontologica e Medico-Sanitaria
Trasparenza e Responsabilità Clinica: Il test osservazionale e le informazioni riportate in questo articolo hanno finalità puramente informative ed educative e non costituiscono una diagnosi medica.
La diagnosi certa di Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) e la valutazione della sua gravità competono unicamente al medico specialista (pneumologo, otorinolaringoiatra, neurologo o esperto in medicina del sonno) mediante l'esame strumentale di riferimento: la Polisonnografia (o monitoraggio cardiorespiratorio notturno).
La Terapia Miofunzionale si inserisce come intervento riabilitativo primario o complementare sulla base della valutazione clinica individuale.
📚 Bibliografia Scientifica
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